Vi racconto un viaggio nato per amicizia – 1° parte

Vi racconto un viaggio nato per amicizia – 1° parte

Breve premessa: ci ho pensato molto e iniziare un articolo su un blog di viaggi con ‘vi racconto un viaggio…’ mi è parso pretenzioso, così ho prontamente aggiunto anche il riferimento all’amicizia, un valore che ritengo essenziale e importante, anche più dell’amore, qualche volta.

Iniziamo ora…

L’amicizia, in tutte le sue estensioni e le sue declinazioni, quando è vicina e quando è lontana geograficamente, quando è per sempre e anche quando è solo per un po’ di tempo, attraversa le vite di noi tutti  – per l’amore romantico non si può dire altrettanto – e ci regala sempre emozioni forti: felicità quando ne nasce una nuova che riesci a coltivare, tristezza quando un rapporto finisce per ‘le cose della vita’, e poi tenerezza, comprensione, unione, risate e anche pianto.

E’ esattamente questo che desidero fare oggi, raccontare la mia più recente esperienza come viaggiatrice, nata grazie ad un’amica e costellata di vera amicizia in ogni sua fase.

Lo scorso febbraio di programmato c’era poco, avevo acquistato un volo andata-ritorno Verona-Cagliari con solo bagaglio a mano, e per tutto il resto mi ero affidata alla mia amica, che da viaggiatrice appassionata e grande conoscitrice della meravigliosa terra dove mi avrebbe condotta, aveva capito che per me sarebbe stata un’esperienza indimenticabile.

La destinazione era la Sardegna, precisamente Càbras, vicino Oristano, sulla costa centro-occidentale dell’Isola italiana che tutto il mondo ci invidia.

Questo lungo weekend in Sardegna con la mia amica Nadia era stato più volte rimandato e anche questa volta è stato a rischio annullamento per un triste evento, la morte di un mio carissimo giovane amico; ma proprio nello spirito di rispetto e di amicizia che nutro per lui, che amava viaggiare almeno quanto me, ho deciso di partire all’indomani dell’ultimo addio al Ciano. Anzi, sai che ti dico Ciano? Dedicherò un articolo sul mio blog ai viaggi ‘on the road che abbiamo fatto insieme, e lo farò con tutto il mio cuore!

Il volo era serale, a Verona faceva freddo – ed era anche giusto lo facesse l’8 di febbraio in una città del nord Italia famosa per il suo clima ‘nordico’ – in aggiunta il traffico intenso per arrivare all’aeroporto e l’ansia dovuta ad una mini-valigia troppo piena e troppo pesante perché potesse passare indenne il controllo, fecero sì che la mia voglia di sbarcare a Cagliari e togliermi il piumino crescesse di minuto in minuto. Ma l’esperienza insegna, sempre insegna, a non fidarsi dei luoghi comuni, e in questa precisa circostanza mi ha insegnato che in Sardegna non fa sempre caldo! Non in pieno inverno almeno, e così giù dalle scalette dell’aereo, appena pestato il suolo sardo, ho chiuso in fretta la zip del piumino e con Nadia e la sua simpaticissima figlia Alessandra ci siamo dirette frettolose e infreddolite verso l’autonoleggio.

La strada statale che collega l’aeroporto di Cagliari ad Oristano è la SS131 –  non ci sono autostrade in Sardegna e non si pagano pedaggi – una sorta di tangenziale lineare, scorrevole e veloce: sono circa 100 km e si viaggia attraverso la più vasta pianura sarda, il ‘Campidano‘ o ‘Campidanu’, un’area ricca di vigneti, coltivazioni di grano e anche di riso, vista la fitta presenza di paludi e stagni di quest’area.

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Fenicotteri Rosa degli Stagni

Da Oristano a Càbras, la nostra destinazione, sono 5 km di stradine non tenute benissimo ma in quel momento non ho fatto molto caso al suolo stradale, cercavo di orientarmi e di scorgere nella fresca notte sarda il bed&breakfast che ci avrebbe ospitato per le prossime 5 notti. Eccolo il Sa Cottilla, dove Elena ci attendeva a braccia aperte.

Biografia di Elena: sorella di Nadia, nata a Sant’Ambrogio di Valpolicella, terra di vini e di marmi, una vera forza della natura, energia in purezza. Lei si è trasferita a Càbras molti anni fa, con suo marito, e ora che lui non c’è più, ha trasformato la sua casa tipica campidanese in un bed&breakfast con molto stile e carattere e ospita viaggiatori sardi, del ‘continente’ come noi, e stranieri.

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L’ulivo nel cortile di Sa Cottilla

Avevo già conosciuto Elena a Verona a Natale, ed era stata subito ‘amicizia a prima vista‘; come mi capita spesso nella vita anche allora avevo immediatamente percepito quel fluido magico che scorre nell’aria tra anime gemelle, stessi pensieri, stesse idee, stesse anche le stupidate per cui ridiamo a crepapelle e così, in modo naturale, avevamo subito iniziato a parlare di uomini, di progetti per il futuro, di viaggi. Perché? Di cos’altro parlate voi con le vostre amiche?

Ma devo soffermarmi su un episodio. Poco prima di rivedere Elena, quella sera, appena scesa dall’auto qualcosa ha travolto i miei sensi ed ha immediatamente acceso un sorriso sulle mie labbra, si trattava di una percezione, che per qualche minuto ha distolto la mia attenzione da tutto il resto, e che poi mi ha accompagnato per tutta la durata del viaggio: il Profumo del Mare. Un profumo forte, penetrante, intenso, che per me, montanara del nord, vuol sempre dire solo una cosa ‘sono in Vacanza!‘.

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Noi, le sorelle nordiche ‘mascherate’

Dopo i saluti, quella notte a Càbras, sedute intorno ad un tavolo Elena, Nadia ed io abbiamo ripreso da dove ci eravamo interrotte a Verona, bevendo Vernaccia di Oristano, e chiacchierando per ore come se fossimo state sorelle, ‘sorelle nordiche‘, che non si incontravano da anni: uno dei più bei momenti di tutta la vacanza, che porterò sempre nel cuore e che mi farà sorridere negli anni a venire. Ora è più chiaro perché chiamo questo il ‘viaggio dell’amicizia‘?

Il mattino seguente a colazione ho conosciuto il figlio maggiore di Elena, Jacopo, giovane artista moderno, e poi Annica (non Annìka), la figlia più giovane, intraprendente e intelligente. Ma il sole e la luce che entravano dalla veranda ci inducevano a partire alla scoperta di questi luoghi, nuovi per me, e noi non ci siamo fatte supplicare.

Càbras è un paese piuttosto grande, ma non sembra a prima vista. Il suo centro si divincola in tantissime vie e vicoli come a formare una ragnatela, all’inizio non è facile orientarsi tra file di case molto basse, tipiche case campidane mi hanno spiegato, piazzette, chiese, botteghe e bar. Poi, una volta uscita dal reticolo del centro, è stato tutto più chiaro, finalmente il mare, anzi no, lo Stagno di Càbras. L’avevo visto sulla mappa su Google, e non avevo capito come potesse coesistere uno stagno, posto lì tra una città e il suo mare, mi era sembrato quasi un impedimento. Ma non è così, credetemi, lo stagno di Càbras sta bene lì dov’è, funge da anello di congiungimento ed ha un fascino dal sapore antico: in me ha evocato ricordi d’infanzia, di quando i miei genitori portavano mia sorella e me al mare in campeggio ai Lidi di Comacchio, e ancora di Venezia e della sua laguna, poi mi sono ricordata anche della zona del Circeo, anche lì la presenza di un’area lagunare, bonificata dai veneti nei primi anni ’20, proprio come a Oristano. Ecco, di nuovo, un’altra evidente conferma di un autentico legame remoto tra veneti e sardi, un’amicizia che attraversa i secoli.

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La costa del Sinis verso San Giovanni di Sinis

Senza fretta, in auto, abbiamo costeggiato lo stagno, siamo scese verso sud, abbiamo superato un piccolo ponte e affiancato per qualche chilometro un altro stagno, più piccolo, e infine siamo arrivate nel punto più a sud della Penisola del Sinis, dove questa si restringe, diventa un promontorio roccioso dominato dalla Torre di San Giovanni, una striscia di terra, su un lato San Giovanni di Sinis, sull’altro il sito archeologico di Tharros, che sulla punta estrema si allarga di nuovo a formare il Capo San Marco; da una parte il Mare Morto dove si può fare il bagno in compagnia dei delfini, dall’altra il mare aperto, il Mare di Sardegna che guarda verso la Spagna, sulle cui spiagge si passeggia a cavallo e nel cui mare si fa surf sulle onde increspate dal Maestrale.

Questo luogo è di una bellezza incantevole, senza tempo, sarei rimasta lì ore ad osservare i due mari, le sue rovine, la natura espressa in tante forme diverse, ma ci attendeva dell’altro.

La vera ragione per cui noi ragazze veronesi eravamo a Càbras in quei giorni era per festeggiare il Carnevale, che in Sardegna, ed in particolare nella città di Oristano e nella sua provincia, si perfeziona in decine di feste paesane dense di riti antichi e medievali, quasi per la totalità imperniati sul mondo dei cavalli, dei cavalieri e delle loro gesta ripetute durante le giostre, le feste, le cerimonie e le parate. In particolare il Carnevale a Oristano ha una sola parola che lo caratterizza:  Sartiglia. E noi eravamo a Càbras per l’amicizia e per la Sartiglia.

Per quella sera, mentre a Verona si festeggiava il ‘Venerdì Gnocolar’, la nostra ospite aveva organizzato una ‘festa in maschera’ che era intesa di benvenuto per noi e di buon augurio per l’ospite d’onore, un ragazzo di Càbras, Daniele Ferrari, che per il primo anno, di lì a pochi giorni, avrebbe corso la Sartiglia, il caro Daniele, da noi affettuosamente chiamato ‘il nostro cavaliere‘ era la vera celebrità della serata. E qui torna il tema dell’amicizia, che ha contraddistinto questa vacanza: a quella festa mascherata ho conosciuto tante persone che con il loro affetto e generosità si sono meritate velocemente il titolo di amici, spero di averlo meritato anch’io!

Daniele appunto, che dopo averci prestato le bardature della sua cavalla Maseda per addobbare la sala, ci ha invitato anche a presenziare alla fase della sua vestizione pre-Sartiglia in scuderia la domenica successiva; Anna del b&b Sa Pintadera che per l’occasione (e per l’ubicazione) si era mascherata da ‘Accabadora‘ – per inciso, Michela Murgia, l’acclamata scrittrice di ‘Accabadora’ è originaria di Càbras -; Enrico il viaggiatore, e poi il simpatico Antonio, Alberto che porta fuori i turisti in mare con la sua barca a vela, Anna l’archeologa, Tiziana che si occupa di promozione turistica, gli amici e la fidanzata di Jacopo, e tanti altri.

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Le bardature di Maseda, la cavalla di Daniele Ferrari

E la generosità, quella sera tutti mascherati abbiamo ballato sulla musica di De Andrè, abbiamo festeggiato nuovi amici, abbiamo celebrato il legame Veneto-Sardegna, abbiamo mangiato specialità sarde come la fregola, gli gnocchetti sardi, la pasta con la bottarga di muggine di Càbras e abbiamo bevuto vini eccezionali come Vernaccia, Vermentino e Cannonau. Questa è amicizia ed è generosità! Tutto, ripeto, ‘generosamente’ offerto dagli amici, anche da quelli assenti quella sera, come Alessandro dei Vini Contini.

 

La festa è continuata fino a notte fonda, e anche questa storia  di viaggio e di amicizia continua… ma sul prossimo articolo. Stay tuned!

La Frenki

…to be continued

 

 

 

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Io viaggio – iTravel

Io viaggio – iTravel

Buongiorno amici!

Oggi non mi sono propriamente alzata con il piede giusto, come si dice, ma poi guardare fuori dalla finestra e vedere il Monte Baldo con una spruzzata di neve stagliarsi nel rosa di un’alba invernale mi ha aiutato a riprendere i sensi. Ieri nebbia fitta come a Novembre in Valpadana, oggi sole e aria frizzante, il mondo è bello perché è variabile!

Ma non è il tempo metereologico l’argomento di cui voglio parlare.

Oggi vorrei introdurre una pratica molto efficace e molto interessante che regolarmente applico quando le cose cominciano ad andare per il verso sbagliato. A questa pratica ho dato un nome “Io Viaggio, iTravel”. Non proprio originale, ma efficace, molto efficace. E per viaggiare intendo ogni tipo di viaggio, anche pindarico, anche metaforico, con la fantasia, con la mente, e naturalmente anche con un aereo, un treno, un’auto.

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E includo anche il programmare un viaggio. Trovo sia stimolante e rilassante dedicare un paio d’ore del proprio tempo a cercare una meta, informarsi sui trasporti, trovare il miglior prezzo per un volo, leggere blog di viaggi e viaggiatori che hanno già visitato quel paese, studiare un itinerario, programmare visite ai musei, alle cattedrali, prenotare i ticket per entrate ai monumenti e incantarsi davanti alle foto che altri viaggiatori hanno pubblicato.

Ad esempio io da un po’ di tempo sogno di andare in Giappone e, sulla carta, ho già un bel programma di viaggio nella terra del Sol Levante. Non so ancora quando andrò, ma programmare per me significa già fare un passo verso quella destinazione.

Ogni viaggio che inizia nella nostra mente è già una partenza. Sarebbe bello poter alzarsi in un mattino come questo, prenotare per davvero un viaggio e preparare le valigie entro la giornata. Ma per molti di noi non è possibile, impegni di lavoro e familiari ci trattengono. Giusto sia così! Però non limitiamoci a pensare che ‘tanto non partirò mai’, pensiamo invece ‘quando riuscirò a partire, andrò a….’ e da quel momento in poi liberiamo la mente, spieghiamo le ali come il Gabbiano Jonathan, la fantasia va sbrigliata!

La nostra routine sarò meno noiosa se il nostro pensiero vagherà liberamente camminando su sabbie finissime, immergendoci in mari cristallini, visitando capitali e perdendoci tra stradine acciottolate che ci raccontano di millenarie origini.

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Dai, almeno nel prossimo quarto d’ora scriviamo una lista di posti che vogliamo visitare, quelli che sogniamo da una vita di vedere, includiamo il deserto della Namibia ma anche la chiesa del Patrono della nostra città. Tutto è viaggio!

E poi, se partire davvero, e volete un paio di consigli pratici, non esitate a contattarmi! E ad invitarmi 😉

Peace and Love… and Travel!

Frenki 🙂

ps: indovinate dove ho scattato la foto qui sotto! Trovato l’indizio?

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London Calling – Londra ci chiama

London Calling – Londra ci chiama

Ve lo ricordate l’album dei The Clash (quelli di “Should I stay or should I go”), London Calling? Pur non essendo una grande esperta di musica e anche se il testo è un po’ catastrofico mi sembra un ottima colonna sonora da ascoltare mentre leggete questo articolo… and I have no fear…, soprattutto di questi tempi!

https://www.youtube.com/embed/EfK-WX2pa8c“>London Calling – The Clash

La vecchia cara Londra… se avessi scritto questo articolo qualche anno fa, avrei esordito dicendo che non mi era piaciuta molto. Già! Londra non mi è piaciuta la prima volta che sono andata, non è stato un colpo di fulmine (come invece lo è stato New York), e ci sono pure rimasta male. Mi aspettavo troppo? london20No, credo mi aspettassi meno, infatti la prima Londra l’ho vissuta così così proprio perchè non ero pronta a vedere, provare, assaporare e immergermi rilassata in tutto quel… quel… non so dire, semplicemente tutto quel mondo! E poi avevo decisamente sbagliato periodo, pieno agosto, pioggia, nuvole, umidità 7 giorni su 7.

E così poi, qualche anno dopo, decisi di dare alla “romana” Londinium (studiata sui libri di storia) una seconda e poi terza e poi quarta possibilità. Ma è stata “buona la seconda” CIAAAAAK!

Di cose da vedere, da fare, da gustare ce ne sono sempre tante, anzi sempre di più, però basta fare un bel programmino, essere pronti ad accettare ed accogliere tutto quello che questa splendida capitale in continuo fermento ci offre.

Mappa Artistica di Londra
Mappa Artistica di Londra

Questo articolo è scritto dietro suggerimento di una persona che andrà tra qualche tempo in terra inglese, quindi prendetelo proprio come una guida, un programma di cose da fare, ma tenetevi anche del tempo libero per perdervi tra le strade intorno a Piccadilly Circus, tra i mercatini di Portobello (in zona Nothing Ill) e di Camden town, tra in negozi di Carnaby Street e naturalmente qualche serata libera per andare a vedervi un musical tra i tanti in programma ogni giorno.

Autunno a... Londra
Autunno a… Londra

Oltre a volo, albergo e passaggio dall’aeroporto, ci sono almeno 3 cose che vi consiglio di prenotare “in advance”-prima di partire, evitando così code lunghissime alle biglietterie e forse risparmiando un po’, e sono:

London Eye: la ruota panoramica è una vera e propria attrazione da non perdere, acquistando prima il biglietto sul sito risparmiate soldi e code.

Vista dalla ruota panoramica London Eye
Vista dalla ruota panoramica London Eye

London Pass: è un carnet di biglietti per entrare a visitare vari siti turistici a Londra, è disponibile in varie combinazioni a seconda delle proprie esigenze

Oyster Travelcard: l’ostrica vi porta su tutti i mezzi di trasporto di Londra, metro, bus, treni e anche il passaggio da qualche aeroporto (vale per tutte le 9 aree di Londra) per il numero di giorni (1, 3, 6, 10) che deciderete.

E ora, partite! Enjoy the journey!

Dopo una bella colazione a base di uova e bacon di primo mattino iniziate a camminare, camminare, camminare… però prendete anche la London Underground, chiamata “The Tube” e contraddistinta da un cerchietto con una barra in mezzo. E’ la più antica rete metropolitana del mondo, la più estesa d’Europa e la seconda del mondo per estensione. Procuratevi una ‘underground map‘ all’aeroporto o in un turistic point per districarvi!

Tube Map
Tube Map

In base al tempo che avete a disposizione suggerisco di prendere una mappa di Londra e di suddividere le cose da vedere, giorno per giorno, zona per zona. Io mi sono trovata bene così, la gran parte delle cose sono tutte a nord del Tamigi, e nel South Bank si va attraversando comodi e storici Ponti. Cercate le varie attrazioni nelle varie cartine turistiche che potete scaricare da Internet. Io qui ne ho prese in prestito un paio da Google immagini:

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Map
Map

Ed eccoci all’elenco delle cose da fare:

  • Abbazia di Westminster, Big Ben o Elizabeth Tower,
  • Palazzo di Westminster – House of Parliament158c3f7b35897c694794a8cd34d50ef1 london2 london9
  • London Eyelondon5
  • Buckingam Palace, cambio della guardia alle 11.30 tutti i giorni d’estate, a giorni alterni nelle altre stagionipalacio
  • Torre di Londra, luogo di celebri prigionieri reali della storia inglese. All’interno varie fortificazioni e musei e i famosi gioielli della corona. Incontrerete i guardiani “Beafeaters” che accudiscono le colonie di corvi (sempre presenti nei giardini all’interno della fortificazione) e che vi intratterranno durante la fila per entrare.Tower_of_london_from_swissre_panoramic
  • London Bridgelondon11
  • Cattedrale di Saint Paul
  • Hyde Park
Scultura in Hyde Park
Scultura in Hyde Park
  • Kensington Palace (si, si, dove viveva Diana)
  • Trafalgar Square
  • Carnaby Street (Beatles fans?)
  • Piccadilly Circus
  • Camden Town
  • Portobello market a Nothing Ill
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Trafalgar Square

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  • Osservatorio di Greenwich (appena fuori città, raggiungibile con autobus e tube), con un bellissimo parco intorno!

Musei per tutti i gusti a Londra, ma tra i tanti almeno questi meritano una visita (molti sono inseriti nel carnet del London Pass):

  • British Museumlondon12
  • Natural History Museum
  • Madame Tussaud’s (famosissimo museo delle cere)
  • National Gallery (Tate)
  • Modern Tate

Non fatevi mancare:

  • Globe Theatre (Shakespeare’s Theatre)
  • Borough Marketlondon7
  • Royal Opera House
  • Saint Pancras Station
  • Victoria Station

 

 

 

  • 30 St May Axe (the Gherkin… alias il cetriolo!)18300-Gherkin
  • Somerset House
  • Castelli di Hampton Court e Windsor Castle (fuori città ma raggiungibili con comodi treni)

E naturalmente non può mancare lo shopping! Dove? Nel tempio… Harrod’s, ma anche da Selfridges, Marks & Spencer e nei mercati di Camden Town, nei negozi di Carnaby Street, tra le bancarelle di Portobello’s market e ovunque l’occhio vi cada senza soluzione se non quella di spendere più delle sterline previste. Occhio al cambio Euro-Pound!

Musical: Londra è famosa per i suoi ‘musicals’ nel West End, potrete scegliere se andare alle ‘matinees” verso le 15/15.30 o la sera tra le 19.30 e le 20.30. Ma andate a vederne uno almeno tra Mamma Mia, The Lion King, Wicked…

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E infine:

Per i più “ricchi di calcio”: Wembley Stadium

Per gli “slammisti”: Wimbledon Court

Per chi si sente a suo agio tra gli equini: the Royal Ascot (compratevi un cappello!)

Per quando vi viene fame “strada facendo”: ottimo lo street-food di Londra. Qualsiasi pub può servire il cibo più british che conoscete: fish&chips.

Indiano, tailandese, vietnamita, cinese (ottimo qui!), giapponese… lasciatevi tentare anche dal cibo etnico!

Fish & Chips
Fish & Chips

Mi auguro che questa mini guida vi serva da ispirazione per organizzare e partire, e vi sia d’aiuto una volta a destinazione! Fatemi sapere poi se Londra vi è piaciuta…

A me scrivendo questo articolo è tornata la voglia di partire ;), magari per Natale o Capodanno!  london_christmas Screen-Shot-2014-11-10-at-12.04.43

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E per i prossimi articoli e consigli… stay tuned! 🙂

Bye, bye

Frenki

La Prima Volta…             a New York!

La Prima Volta… a New York!

Sono stata a New York molte volte, da sola, in compagnia di amici e di parenti, sono stata ospite di newyorchesi e ho dormito in vari posti (anche nella storica Harlem) e quindi mi sento pronta ora per consigliare qual’è, senza dubbio, il modo più comodo, più economico e più vantaggioso di soggiornare a NYC.

Vista sull'ESB
Vista sull’ESB

Innanzitutto si presume che se volete dormire a NYC ci rimarrete per più di un giorno. Anzi, se avete intenzione di restarci solo un giorno… forse neanche leggereste questo articolo.

Partiamo pure dal presupposto che ci rimarrete anche più di una notte, di solito chi rimane solo una notte forse è lì per lavoro e avrà una stanza pagata dalla sua azienda in qualche lussuoso hotel di Midtown.

Sweet dreams...
Sweet dreams…

Invece voi, turisti con una “bucket list” piena di cose da fare e da vedere, cercherete di sfruttare appieno la visita della città distribuita in almeno 4 notti, alias 5 giorni pieni.

Solo la mia prima volta a New York sono andata a dormire in un hotel, ero con mia sorella, avevo studiato a fondo la città, ancora ricordo il tappeto del salotto dei miei pieno di guide, mappe e post-it su ogni luogo che volevamo visitare, e il peso di tutto quel materiale nel nostro bagaglio a mano. Abbiamo dormito al Gramercy Park Hotel, allora ancora un po’ vintage, diciamo in fase pre-ristrutturazione, stanze grandi e con moquette, ma fin d’allora un privilegio unico: poter visitare il Gramercy Park in via privata. Il Gramercy Park è rimasto l’unico parco di Manhattan chiuso al pubblico, solo i proprietari delle abitazioni e hotel attorno al parco possiedono la chiave. E noi l’abbiamo visto!

Il Gramercy Park Hotel oggigiorno è un luogo incantenvole e la recente ristrutturazione l’ha reso molto chich, alla moda, molto ben frequentato. La sua Tavern è valutata tra i posti migliori dove mangiare e intrattenersi con la musica, dalla guida Zagat. Però non è più un hotel accessibile con un budget limitato.

Gramercy Park in NYC
Gramercy Park in NYC

Questo vale per un po’ tutti gli hotel nell’area di Manhattan, tra le 2 e 5 stelle, sono tutti molto cari e a volte un po’ decadenti. Esistono degli ostelli a buon prezzo, soprattutto nell’area a nord, sono stata a visitarli ma, pur con spirito di adattamento, la camerata e il bagno in comune non riescono proprio a rilassarmi dopo 8/9 ore di visita e di camminata in giro per la città. Un po’ più di comfort è quel che cerco, e un bagno in camera! E voi?

Ma allora Frenki dove dobbiamo dormire, sotto un ponte??

Reservoir Bridge a Central Park
Reservoir Bridge a Central Park

Ma noooo, la soluzione c’è! Ci sono gli appartamenti in affitto, di solito da minimo 3 notti e fino a 1 mese per i turisti.

Ma anche in questo caso è necessario prestare un po’ d’attenzione nella ricerca. Occorre innanzitutto stabilire un budget, per quante persone, in quale quartiere, e il metodo di pagamento. E, altra cosa da non sottovalutare, a quale agenzia online o sito rivolgersi. Naturalmente tutto questo presuppone una minima conoscenza della lingua inglese, meglio “american english”, perchè si ha a che fare direttamente con gli “owner” (proprietari) o agenzie immobiliari americani.

Sleeping well...
Sleeping well…

Ma non è così difficile, non spaventatevi, e poi ci sono qua io!! Ecco punto per punto come procedere.

Budget: quando avete stabilito in quanti partite e quante stanze private volete, tenete conto che gli americani identificano il numero di persone in “2 sleeps, 3 sleeps, 4 sleeps…” e che molto spesso almeno 1 o 2 persone dovranno dormire sul divano letto del soggiorno. Un consiglio, se siete in 4, alias 2 coppie, cercate un 5 sleeps, così il soggiorno e il divano rimangono spazi da condividere e non da fare e disfare ogni sera e ogni mattina. Quindi scegliete se 2 bedrooms o 3 bedrooms considerando che a volte anche il soggiorno è una “bedroom”.

Per budget ridotti all'osso c'è sempre la metro!
Per budget ridotti all’osso c’è sempre la metro!
Su più piani, per tanti ospiti
Su più piani, per tanti ospiti
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Appartamento con terrazzo a veranda
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Dicono sia l’appartamento di JLo… quindi temo non sia in affitto…

Se rimanete a Manhattan, e di seguito vi darò una lista dei posti migliori dove cercare, considerate che un appartamento da 5 sleeps può costare dai 400 ai 1000 dollari a notte, e dipende naturalmente anche dal periodo (logico che durante le feste natalizie, la festa del ringraziamento, agosto e altri periodi come il 4 luglio – festa nazionale americana – e festività tutto costerà di più). Però in un periodo di non-eventi con 400 dollari a notte, per una settimana fanno 2800 dollari, suddivisi su 4 persone, significa 700 dollari a persona, 100 dollari al giorno per dormire nel “proprio” letto ogni notte e con la comodità di avere uno spazio privato dove andare e tornare a tutte le ore del giorno e della notte. C’è sempre la cucina attrezzata quindi ci si può organizzare per la colazione in appartamento la mattina e anche per qualche cena. C’è sempre anche internet wi-fi, la televisione, 1 o 2 bagni, la doppia chiave d’entrata, le pulizie di inizio e fine periodo incluse, tassa di soggiorno e altre tasse incluse.

Però non potete dormire al museo... Tilda Swinton solo può farlo al MOMA!
Però non potete dormire al museo… Tilda Swinton solo può farlo al MOMA!

Place: Una volta che avete capito in quanti partite e quanto comodi volete stare, la ricerca si focalizza sul quartiere dove dormire. Rileggete il mio articolo Mannahatta, sui quartieri di NY per avere una panoramica più chiara. Neanche da dire, il centro dell’isola, chiamato Midtown, è sicuramente il posto migliore per la comodità a tutto, anche ai mezzi di trasporto. Ma lì costa un po’ di più. Cercate in Upper West Side e Upper East Side (i due quartieri a lato di Central Park), o a Chelsea (quartiere Bohemien), SOHO (un po’ caretto), Lower East Side (quartiere molto giovane e pieno di ristoranti etnici), Greenwich Village, Gramercy, Columbus Circus e Murray Hill sono anche ottimi quartieri.

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Tipica entrata di appartamento in Greenwich Village
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Town Houses
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Building a SOHO

Per chi desidera risparmiare ancora un po’ e non si preoccupa di una qualche mezzoretta di metro, anche Brooklyn è molto accessibile, zone come Williamsburgh, Prospekt Park, Dumbo, Brooklyn Heights e Park Slope sono oramai molto ben frequentate (anche da tanti attori).

Si può anche cercare dove vivono gli attori, ecco qui una mappa 😉

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Payment: E, per quanto riguarda il pagamento, vorrei suggerirvi semplicemente di non accettare mai di saldare tramite Western Union o altri sistemi di “money transfer”. Nulla contro queste agenzie ma purtroppo chi le usa per ricevere soldi spesso nasconde delle truffe, una su tutte far pagare un anticipo per un appartamento che neanche è suo… per poi sparire (fatto accaduto ad una mia carissima amica, che ci ha rimesso 350 dollari).

Pertanto via libera a carte di credito su siti protetti da codici di sicurezza, bonifici bancari, pagamento in contanti all’arrivo, sempre accompagnati da contratti di affitto regolari e firmati dalle controparti.

Ecco allora un elenco siti dove trovare un appartamento da affittare a NYC, in totale sicurezza e con descrizione e contatto diretto del proprietario o agenzia:

www.flipkey.com

www.vacationrentals.com

www.homeaway.com

www.vrbo.com/vacation-rentals

www.vacationhomerentals.com

www.airbnb.com (questo funziona un po’ diversamente, penso lo conosciate, c’è anche in Italia)

Naturalmente uno sguardo e una lettura critica delle recensioni su  TripAdivsor non guasta mai!

Per oggi è tutto! Buona programmazione 🙂 e per qualche dubbio, contattatemi o scrivetemi sul blog.

Frenki

Good Night in New York
Good Night in New York

ps: quelli elencati sono siti che utilizzo di frequente per le mie ricerche di alloggio, sono semplicementi quelli che ritengo più affidabili e completi (alias, non prendo una mezza lira – ops euro – per linkarli!)

Foto da Google Immagini e Pinterest

La prossima meta: Finlandia

La prossima meta: Finlandia

Da anni ormai frequento la Finlandia, ho cari amici che vivono vicino Porvoo a 50 km da Helsinki e con loro ho viaggiato in lungo e in largo in questa meravigliosa e magica nazione nordica. Quest’anno ad Agosto andrò per la Cresima del figlio della mia amica Rauna, si svolgerà secondo la religione luterana, quindi con ogni probabilità non in una chiesa ma all’aperto, in un giardino magari. Sarà l’occasione anche per rifare una visita ad Helsinki e nella sua bellissima baia.