Vi racconto un viaggio nato per amicizia – 1° parte

Vi racconto un viaggio nato per amicizia – 1° parte

Breve premessa: ci ho pensato molto e iniziare un articolo su un blog di viaggi con ‘vi racconto un viaggio…’ mi è parso pretenzioso, così ho prontamente aggiunto anche il riferimento all’amicizia, un valore che ritengo essenziale e importante, anche più dell’amore, qualche volta.

Iniziamo ora…

L’amicizia, in tutte le sue estensioni e le sue declinazioni, quando è vicina e quando è lontana geograficamente, quando è per sempre e anche quando è solo per un po’ di tempo, attraversa le vite di noi tutti  – per l’amore romantico non si può dire altrettanto – e ci regala sempre emozioni forti: felicità quando ne nasce una nuova che riesci a coltivare, tristezza quando un rapporto finisce per ‘le cose della vita’, e poi tenerezza, comprensione, unione, risate e anche pianto.

E’ esattamente questo che desidero fare oggi, raccontare la mia più recente esperienza come viaggiatrice, nata grazie ad un’amica e costellata di vera amicizia in ogni sua fase.

Lo scorso febbraio di programmato c’era poco, avevo acquistato un volo andata-ritorno Verona-Cagliari con solo bagaglio a mano, e per tutto il resto mi ero affidata alla mia amica, che da viaggiatrice appassionata e grande conoscitrice della meravigliosa terra dove mi avrebbe condotta, aveva capito che per me sarebbe stata un’esperienza indimenticabile.

La destinazione era la Sardegna, precisamente Càbras, vicino Oristano, sulla costa centro-occidentale dell’Isola italiana che tutto il mondo ci invidia.

Questo lungo weekend in Sardegna con la mia amica Nadia era stato più volte rimandato e anche questa volta è stato a rischio annullamento per un triste evento, la morte di un mio carissimo giovane amico; ma proprio nello spirito di rispetto e di amicizia che nutro per lui, che amava viaggiare almeno quanto me, ho deciso di partire all’indomani dell’ultimo addio al Ciano. Anzi, sai che ti dico Ciano? Dedicherò un articolo sul mio blog ai viaggi ‘on the road che abbiamo fatto insieme, e lo farò con tutto il mio cuore!

Il volo era serale, a Verona faceva freddo – ed era anche giusto lo facesse l’8 di febbraio in una città del nord Italia famosa per il suo clima ‘nordico’ – in aggiunta il traffico intenso per arrivare all’aeroporto e l’ansia dovuta ad una mini-valigia troppo piena e troppo pesante perché potesse passare indenne il controllo, fecero sì che la mia voglia di sbarcare a Cagliari e togliermi il piumino crescesse di minuto in minuto. Ma l’esperienza insegna, sempre insegna, a non fidarsi dei luoghi comuni, e in questa precisa circostanza mi ha insegnato che in Sardegna non fa sempre caldo! Non in pieno inverno almeno, e così giù dalle scalette dell’aereo, appena pestato il suolo sardo, ho chiuso in fretta la zip del piumino e con Nadia e la sua simpaticissima figlia Alessandra ci siamo dirette frettolose e infreddolite verso l’autonoleggio.

La strada statale che collega l’aeroporto di Cagliari ad Oristano è la SS131 –  non ci sono autostrade in Sardegna e non si pagano pedaggi – una sorta di tangenziale lineare, scorrevole e veloce: sono circa 100 km e si viaggia attraverso la più vasta pianura sarda, il ‘Campidano‘ o ‘Campidanu’, un’area ricca di vigneti, coltivazioni di grano e anche di riso, vista la fitta presenza di paludi e stagni di quest’area.

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Fenicotteri Rosa degli Stagni

Da Oristano a Càbras, la nostra destinazione, sono 5 km di stradine non tenute benissimo ma in quel momento non ho fatto molto caso al suolo stradale, cercavo di orientarmi e di scorgere nella fresca notte sarda il bed&breakfast che ci avrebbe ospitato per le prossime 5 notti. Eccolo il Sa Cottilla, dove Elena ci attendeva a braccia aperte.

Biografia di Elena: sorella di Nadia, nata a Sant’Ambrogio di Valpolicella, terra di vini e di marmi, una vera forza della natura, energia in purezza. Lei si è trasferita a Càbras molti anni fa, con suo marito, e ora che lui non c’è più, ha trasformato la sua casa tipica campidanese in un bed&breakfast con molto stile e carattere e ospita viaggiatori sardi, del ‘continente’ come noi, e stranieri.

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L’ulivo nel cortile di Sa Cottilla

Avevo già conosciuto Elena a Verona a Natale, ed era stata subito ‘amicizia a prima vista‘; come mi capita spesso nella vita anche allora avevo immediatamente percepito quel fluido magico che scorre nell’aria tra anime gemelle, stessi pensieri, stesse idee, stesse anche le stupidate per cui ridiamo a crepapelle e così, in modo naturale, avevamo subito iniziato a parlare di uomini, di progetti per il futuro, di viaggi. Perché? Di cos’altro parlate voi con le vostre amiche?

Ma devo soffermarmi su un episodio. Poco prima di rivedere Elena, quella sera, appena scesa dall’auto qualcosa ha travolto i miei sensi ed ha immediatamente acceso un sorriso sulle mie labbra, si trattava di una percezione, che per qualche minuto ha distolto la mia attenzione da tutto il resto, e che poi mi ha accompagnato per tutta la durata del viaggio: il Profumo del Mare. Un profumo forte, penetrante, intenso, che per me, montanara del nord, vuol sempre dire solo una cosa ‘sono in Vacanza!‘.

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Noi, le sorelle nordiche ‘mascherate’

Dopo i saluti, quella notte a Càbras, sedute intorno ad un tavolo Elena, Nadia ed io abbiamo ripreso da dove ci eravamo interrotte a Verona, bevendo Vernaccia di Oristano, e chiacchierando per ore come se fossimo state sorelle, ‘sorelle nordiche‘, che non si incontravano da anni: uno dei più bei momenti di tutta la vacanza, che porterò sempre nel cuore e che mi farà sorridere negli anni a venire. Ora è più chiaro perché chiamo questo il ‘viaggio dell’amicizia‘?

Il mattino seguente a colazione ho conosciuto il figlio maggiore di Elena, Jacopo, giovane artista moderno, e poi Annica (non Annìka), la figlia più giovane, intraprendente e intelligente. Ma il sole e la luce che entravano dalla veranda ci inducevano a partire alla scoperta di questi luoghi, nuovi per me, e noi non ci siamo fatte supplicare.

Càbras è un paese piuttosto grande, ma non sembra a prima vista. Il suo centro si divincola in tantissime vie e vicoli come a formare una ragnatela, all’inizio non è facile orientarsi tra file di case molto basse, tipiche case campidane mi hanno spiegato, piazzette, chiese, botteghe e bar. Poi, una volta uscita dal reticolo del centro, è stato tutto più chiaro, finalmente il mare, anzi no, lo Stagno di Càbras. L’avevo visto sulla mappa su Google, e non avevo capito come potesse coesistere uno stagno, posto lì tra una città e il suo mare, mi era sembrato quasi un impedimento. Ma non è così, credetemi, lo stagno di Càbras sta bene lì dov’è, funge da anello di congiungimento ed ha un fascino dal sapore antico: in me ha evocato ricordi d’infanzia, di quando i miei genitori portavano mia sorella e me al mare in campeggio ai Lidi di Comacchio, e ancora di Venezia e della sua laguna, poi mi sono ricordata anche della zona del Circeo, anche lì la presenza di un’area lagunare, bonificata dai veneti nei primi anni ’20, proprio come a Oristano. Ecco, di nuovo, un’altra evidente conferma di un autentico legame remoto tra veneti e sardi, un’amicizia che attraversa i secoli.

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La costa del Sinis verso San Giovanni di Sinis

Senza fretta, in auto, abbiamo costeggiato lo stagno, siamo scese verso sud, abbiamo superato un piccolo ponte e affiancato per qualche chilometro un altro stagno, più piccolo, e infine siamo arrivate nel punto più a sud della Penisola del Sinis, dove questa si restringe, diventa un promontorio roccioso dominato dalla Torre di San Giovanni, una striscia di terra, su un lato San Giovanni di Sinis, sull’altro il sito archeologico di Tharros, che sulla punta estrema si allarga di nuovo a formare il Capo San Marco; da una parte il Mare Morto dove si può fare il bagno in compagnia dei delfini, dall’altra il mare aperto, il Mare di Sardegna che guarda verso la Spagna, sulle cui spiagge si passeggia a cavallo e nel cui mare si fa surf sulle onde increspate dal Maestrale.

Questo luogo è di una bellezza incantevole, senza tempo, sarei rimasta lì ore ad osservare i due mari, le sue rovine, la natura espressa in tante forme diverse, ma ci attendeva dell’altro.

La vera ragione per cui noi ragazze veronesi eravamo a Càbras in quei giorni era per festeggiare il Carnevale, che in Sardegna, ed in particolare nella città di Oristano e nella sua provincia, si perfeziona in decine di feste paesane dense di riti antichi e medievali, quasi per la totalità imperniati sul mondo dei cavalli, dei cavalieri e delle loro gesta ripetute durante le giostre, le feste, le cerimonie e le parate. In particolare il Carnevale a Oristano ha una sola parola che lo caratterizza:  Sartiglia. E noi eravamo a Càbras per l’amicizia e per la Sartiglia.

Per quella sera, mentre a Verona si festeggiava il ‘Venerdì Gnocolar’, la nostra ospite aveva organizzato una ‘festa in maschera’ che era intesa di benvenuto per noi e di buon augurio per l’ospite d’onore, un ragazzo di Càbras, Daniele Ferrari, che per il primo anno, di lì a pochi giorni, avrebbe corso la Sartiglia, il caro Daniele, da noi affettuosamente chiamato ‘il nostro cavaliere‘ era la vera celebrità della serata. E qui torna il tema dell’amicizia, che ha contraddistinto questa vacanza: a quella festa mascherata ho conosciuto tante persone che con il loro affetto e generosità si sono meritate velocemente il titolo di amici, spero di averlo meritato anch’io!

Daniele appunto, che dopo averci prestato le bardature della sua cavalla Maseda per addobbare la sala, ci ha invitato anche a presenziare alla fase della sua vestizione pre-Sartiglia in scuderia la domenica successiva; Anna del b&b Sa Pintadera che per l’occasione (e per l’ubicazione) si era mascherata da ‘Accabadora‘ – per inciso, Michela Murgia, l’acclamata scrittrice di ‘Accabadora’ è originaria di Càbras -; Enrico il viaggiatore, e poi il simpatico Antonio, Alberto che porta fuori i turisti in mare con la sua barca a vela, Anna l’archeologa, Tiziana che si occupa di promozione turistica, gli amici e la fidanzata di Jacopo, e tanti altri.

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Le bardature di Maseda, la cavalla di Daniele Ferrari

E la generosità, quella sera tutti mascherati abbiamo ballato sulla musica di De Andrè, abbiamo festeggiato nuovi amici, abbiamo celebrato il legame Veneto-Sardegna, abbiamo mangiato specialità sarde come la fregola, gli gnocchetti sardi, la pasta con la bottarga di muggine di Càbras e abbiamo bevuto vini eccezionali come Vernaccia, Vermentino e Cannonau. Questa è amicizia ed è generosità! Tutto, ripeto, ‘generosamente’ offerto dagli amici, anche da quelli assenti quella sera, come Alessandro dei Vini Contini.

 

La festa è continuata fino a notte fonda, e anche questa storia  di viaggio e di amicizia continua… ma sul prossimo articolo. Stay tuned!

La Frenki

…to be continued

 

 

 

Innamorarsi di…

Innamorarsi di…

Oggi è il giorno di San Valentino, la festa degli innamorati, celebrata da qualche innamorato ed elusa da…, da tutti gli altri. Ma oggi, che di amore si parla, si discute, si tratta io vi voglio raccontare una storia d’amore, non tra due persone, non tra amici, non familiare e nemmeno tra un animale e il suo padrone.

Stamattina quando mi sono svegliata dopo un lungo sonno ristoratore ho avvertito un profondo senso di gratitudine; inizialmente non capivo da cosa era stato generato, non riuscivo a scorgere il motivo di tanto desiderio di essere grata, poi ho finalmente realizzato, forse.

Mentre facevo colazione e poi iniziavo a disfare le valigie del mio breve viaggio, ecco proprio in quel momento ho pensato di aver capito tutto! Ero grata perché ero riuscita a viaggiare di nuovo, ad uscire dalla routine quotidiana, a conoscere persone e culture, a divertirmi, ballare e cantare in mondi diversi. Fondamentalmente però sono sempre felice di partire, felice mentre sono in viaggio, e invece stamattina per la prima volta ero grata di essere a casa? No, non poteva essere, doveva esserci dell’altro, ed ero ancora troppo stanca per capirlo.

I miei pensieri hanno vagato ancora alla ricerca di un perché, per qualche ora, fino all’istante in cui le immagini che affioravano nella mia mente, le persone conosciute, e le terre visitate mi hanno aiutato a capire. Sono grata perché sono innamorata! E quindi sono felice, appagata e non riesco a smettere di sorridere.

La Frenki innamorata? di chi? Non propriamente, non è un ‘chi’, non è nemmeno un ‘cosa’, è una sensazione, è una meravigliosa sensazione, è un sentimento, è un legame. Vediamo, cerco di spiegarmi meglio: nasce da un legame profondo con le mie origini.

Sono innamorata delle mie origini? Si potrebbe anche spiegare così certo, in realtà è più una constatazione indotta.

Come dicevo, lo scorso fine settimana sono stata in vacanza, in una terra bellissima, la Sardegna. Sono stata ospite di una cara amica, veronese come me, che ha scelto di vivere in un piccolo paese sulla Costa del Sinis, Càbras per la precisione, in provincia di una altrettanto piccola cittadina, Oristano. Ma non v’inganni l’aggettivo ‘piccolo’, qui inteso solo in senso geografico e numerico, perché le persone, le storie, le vite, le tradizioni sono immense, in quasi* tutti i sensi. Qui però non racconterò di Sardegna, vi rimando al prossimo post per le informazioni turistiche. Questo articolo parla di amore, ricordate?

L’amore che i sardi hanno per il proprio territorio, per le proprie origini, per le tradizioni, per i legami con qualsiasi elemento purché appartenente alla loro terra di nascita. E come lo manifestano: senza remore, senza paura, senza vergogna, anzi lo portano in alto come un trofeo. Tutti, ma proprio tutti, esaltano questo amore, che viene prima di tutto, sopra a tutto. Non è retorica la mia nemmeno smarcata adulazione, è un’onesta constatazione e per questo sono un po’ gelosa della capacità che loro hanno, e noi no, di esprimere il loro amore. E’ certo che anche noi, noi del nord, noi di Verona, amiamo la nostra terra e le nostre origini, non riusciamo a trasmetterlo però. Non lo esprimiamo, quasi mai, presi come siamo dal voler risultare moderni, anticonvenzionali, superiori forse. E così ci perdiamo, quasi sempre, quella bellissima sensazione di amore e di gratitudine per la terra che ci ha cresciuto. Ne parliamo poco e spesso in modo poco positivo, scoviamo i difetti più che esaltarne i pregi. Questo lo fanno un po’ tutti gli italiani, vero, ma non tutti gli italiani tralasciano e abbandonano le tradizioni, la cultura del popolo, le origini, i sardi non lo fanno.

Chiedete ad un Oristanese di spiegarvi la Sartiglia e immediatamente gli si illumineranno gli occhi dilungandosi in particolari e dettagli. Chiedete poi ad un Veronese di San Zeno e forse vi saprà dire dove si trova il quartiere, senza alcun accenno al fatto che il patrono dell’antica città romanica era un vescovo nero. C’è differenza, sapete? La nostra origine è importante! Solo conoscendola e non dimenticandola, anzi perpetrando le tradizioni, possiamo progredire e capire.

Così ieri sera, mentre guidavo per tornare a casa dall’aeroporto, ho attraversato il centro di Verona e mi sono guardata intorno e mi sono sentita felice, e innamorata della mia città, innamorata delle mie origini, contenta di tornare come sono sempre (per poi tra un po’ ripartire, certo) ma questa volta anche contenta di dirlo, di raccontarlo, orgogliosa di quello che sono anche grazie alla mia terra.

Grazie amici sardi, e amici che completamente sardi non siete ma tali vi sentite**, per avermi aiutato a capire.

La Frenki

* il ‘quasi’ sta per gli amici sardi, che magari proprio alti di statura non sono, è solo una battuta, spero vi faccia sorridere, perché in fondo si sa che il vino buono sta nelle botti piccole.

** Elena, Jacopo, Annica, Daniele, Antonio, Alberto, Enrico, e tutti gli altri: vi dedicherò il prossimo post, parlando approfonditamente di voi. Per ora vi dico: GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!

10 Consigli Utili per Viaggiare da Sola

10 Consigli Utili per Viaggiare da Sola
Suggerimenti per dissipare l'ansia e aiutare le donne a viaggiare con più sicurezza e in modo intelligente.

Sono cresciuta in una famiglia a maggioranza femminile, mia mamma, mia sorella, la mia gatta ed io, l’unico rappresentante dell’altro sesso è sempre stato solo mio padre.

Non mi soffermo su quali siano i vantaggi e gli svantaggi di questa situazione, soltanto sottolineo che mio padre ha sempre cercato di insegnare a noi due figlie come cavarcela, trattandoci non come ‘donne indifese’, ma come esseri umani che affrontano la vita con i mezzi messi a loro disposizione. Da qui credo derivi la mia innata, e a volte esasperante, indipendenza e autonomia: non chiedetemi chi cambia le lampadine a casa mia o chi sostituisce una ruota in caso di foratura, perché avete già capito, vero?

Anche nei viaggi amo essere indipendente, certo mi piace moltissimo viaggiare in compagnia di amici, di familiari, e condividere con loro l’esperienza lontano da casa, ma di tanto in tanto, punto il mio dito sulla cartina geografica e decido di partire da sola per una nuova meta.

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E’ una sfida, è un’esperienza liberatoria, soprattutto per una donna, credetemi. Vado dove voglio andare, secondo il mio calendario, vivo momenti di beata solitudine, senza l’ansia di dover attendere qualcuno, rispettare un orario, e con la libertà di cambiare idea, anche ogni giorno, ogni ora, ogni istante. Seguire il proprio itinerario, ma poterlo anche cambiare, stravolgere, perdersi, inciampare in un imprevisto, un evento fortuito, che, quasi sempre, si rivela un’esperienza unica, da ricordare. Tutto questo non accade se non si viaggia da soli.

Però lo sappiamo, spesso ci viene insegnato che per una donna viaggiare da sola può essere pericoloso, una ragazza può cadere preda di ogni sorta di truffe, attenzioni indesiderate e rischi inutili se non viaggia con un uomo. Eppure i benefici per chi viaggia da sola sono incommensurabili: le donne sono viste come più accessibili degli uomini quando viaggiano e innumerevoli persone mi hanno aiutato quando sono inciampata nella lingua oppure quando ho perso la strada. Sono stata invitata a feste nei loft newyorchesi, ho dormito con altre donne in casette greche sulla spiaggia, ho girato Dublino in compagnia di una ragazza australiana, che mi ha poi invitato ad andarla a trovare a Melbourne, ho preparato rami di betulla da usare nelle saune finlandesi insieme a dei lapponi. Ma, soprattutto, ho conosciuto persone che sono tuttora i miei più cari amici sparsi nel mondo. Ho viaggiato da sola come donna nei cinque continenti, e per me, l’esperienza è sempre stata più autentica ed emozionante, che pericolosa.

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Quindi il mio primo consiglio è: almeno una volta nella vita, viaggiate da sole! E se siete donne, come me, allora forse vi saranno utili questi suggerimenti, che ho raccolto in anni di viaggi:

1. FAI ATTENZIONE
Questo non significa diventare paranoica. Significa solo, quando esci dal tuo hotel la prima volta, registra punti di riferimento e ricorda i nomi delle strade. Osserva ciò che ti circonda, ma non dimenticare di notare le persone intorno a te. Se continui a vedere lo stesso ragazzo che si presenta vicino al tuo hotel o alla fermata del tuo bus, prendi mentalmente nota. Se un ragazzo si mette in testa che vuole seguirti o molestarti, ignoralo o fermalo e chiedigli educatamente di lasciarti in pace. Sii sempre un passo avanti!

2. FIDATI DEL TUO ISTINTO FEMMINILE
Partire per una vacanza non significa far andare in vacanza anche il tuo istinto. Forse non conosci la lingua o le abitudini di quella nazione, ma una donna ha una grande consapevolezza e capisce se qualcuno si sta comportando sopra le righe. Se una persona ti mette a disagio, o la situazione passa improvvisamente da amichevole ad aggressiva, accendi la lampadina e lascia, rinuncia, vattene, scappa… come te lo devo dire?

3. UNA GUIDA PUO’ ESSERE MEGLIO DI UN FIDANZATO
Adoro le guide, ne ho centinaia sia cartacee sia sotto forma di applicazioni scaricabili sullo smartphone per pochi centesimi, e non perché le guardo ogni dieci minuti. Spesso dispongono di ottime mappe che possono orientarti, darti una scelta su tutte le gamme di alloggi e sono un ottimo riferimento quando quel ristorante non esiste più o il quartiere dello shopping non è dove pensavi che fosse. I fidanzati mi fanno perdere più spesso delle guide. E una buona guida, con delle belle foto, ti può fare compagnia in una serata di vacanza quando non ti va di uscire.

4. FREQUENTA LUOGHI AFFOLLATI
Mi rendo conto, questo è un luogo comune, ma del resto, ti ricordi che tuo padre ti abbia mai raccomandato di camminare per i vicoli bui? Pensa a cose che non faresti nel tuo paese, come camminare per strade isolate o fare escursioni senza dire a qualcuno dove stai andando. Trovare luoghi dove passa molta gente può effettivamente rendere una donna meno un bersaglio e aiutarla a integrarsi maggiormente con l’ambiente circostante.

5. PRENDI RISCHI CALCOLATI
Viaggiare significa rischio, dopo tutto. Saltare su un autobus verso una destinazione sconosciuta, parlare con estranei in un bar, uscire dall’itinerario. Come donna, puoi minimizzare i problemi con una pianificazione di base. Cerca di evitare di arrivare in luoghi di notte, di avere abbastanza soldi con te per fare il check-in in un hotel senza andare ad un bancomat quando arrivi in un posto nuovo, e di non andare via con i tuoi nuovi amici se non hai idea di come tornare a casa (senza di loro).

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6. PRENOTA L’HOTEL PER LA PRIMA NOTTE
Se ti presenti in un paese per la prima volta, è consigliabile prenotare una camera in anticipo. Ti fa risparmiare tempo, evitando di viaggiare senza meta in un taxi dopo ore di volo e magari di notte. Dopo la prima notte, puoi sempre trovare un altro hotel che ti piace di più.

7. VESTITI SECONDO LA CULTURA 
Certo, le donne occidentali a volte pensano che una donna dovrebbe essere libera di vestirsi come vuole. Tuttavia, la maggior parte dei paesi al dì fuori dell’emisfero occidentale non ha ricevuto il messaggio. Comprendere la cultura e il codice di abbigliamento di un paese salverà una donna dall’attenzione indesiderata, ma le permetterà anche di interagire più comodamente con la popolazione locale.

8. DIVERTITI, MA ATTENTA AI TUOI DRINK
La vita notturna è uno dei grandi vantaggi del viaggio. Se viaggi da sola, divertiti, ma ricorda che essere alticcia nella tua città è molto diverso dall’essere brilla in un bar in Africa. Innanzitutto, la tua soglia d’attenzione si abbassa e tutti i potenziali pericoli passano inosservati. In secondo luogo, tornare a casa può essere rischioso, specialmente nei taxi stranieri su strade sconosciute.

9. LASCIA GLI OGGETTI DI VALORE IN HOTEL
Forse il consiglio più corretto sarebbe quello di lasciare a casa gli oggetti di valore, dai andiamo a che ti serve l’orologio d’oro quando sei in vacanza? Ma, se proprio non puoi farne a meno, porta con te sempre e solo una fotocopia del passaporto, e lascia in hotel tutti gli oggetti di valore. Per hotel, intendo preferibilmente nella cassaforte di servizio o nella valigia chiusa con il lucchetto che porterai con te.

10. FAI AMICIZIA CON ALTRI VIAGGIATORI
Viaggiare da sola può essere favoloso, ma nella remota possibilità di andare da qualche parte lontani e desiderare una compagnia, far sapere dove sei agli altri viaggiatori e sapere dove sono loro è un grande vantaggio. I viaggiatori spesso si guardano le spalle e, a volte, questa è la migliore assicurazione di tutti.

Ti sono piaciuti questi suggerimenti? Pensi che potranno esserti utili? Magari ora stai già progettando il tuo primo, o prossimo viaggio da sola. Lasciami un commento qui sotto e seguimi su questo blog.

A presto per altri consigli di viaggio!

La Frenki

credits/le foto caricate sono mie originali: isola di Creta, Grand Canyon USA, in bici in India, con la figlia di un’amica e una renna in Lapponia

I wish you a Merry Christmas…

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Un breve messaggio… per augurare a tutti un fantastico Natale, con tanti regali sotto l’albero, con tante cose buone da mangiare, ma, soprattutto, con tante persone felici vicine a voi perché la felicità è contagiosa.

E questo sia anche l’augurio per il nuovo anno:

Circondatevi, circondiamoci di persone felici e positive, e vivremo meglio!

B U O N     N A T A L E !

M E R R Y     C H R I S T M A S !

H A P P Y    T R A V E L S  !

 

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Un morso alla Grande Mela – parte 2

Un morso alla Grande Mela – parte 2

Vi svelo una battuta ricorrente tra i miei amici e parenti con i quali ho visitato questa città: “nessuno morirà mai di fame a NY!”. Pura e semplice verità, e non per forza mangiare per sfamarsi, ma mangiare bene e sano è possibilissimo nella città delle mille opportunità, anche culinarie.

435043efcdb5e7531854022f6bf4361dVediamo, dove eravamo rimasti? Ah già, mattinata intensa tra le street e le avenue e tra uno spuntino e l’altro neanche vi accorgerete che sono le due del pomeriggio e avete saltato (!) il pranzo.

Ma avete di nuovo fame? Non ci credo… E invece si, ho  imparato con l’esperienza che la vista e l’olfatto vincono sul nostro vero senso dell’appetito.

 

Se vi va, potete fermarvi a fare una pausa pranzo sana e salutare in qualche supermercato di cibo biologico. Ce ne sono tanti a New York e vanno visitati anche solo per la loro bellezza, freschezza e perché frequentati da persone famose. Sono supermercati ma offrono sempre dei piatti pronti o dei banconi self-service dove riempire una ciotola di fresca insalata o di cibo indiano, tutto biologico, e poi anche tavoli e sedie dove gustare il cibo. Io personalmente adoro Whole Foods, ma ce ne sono molti altri.

 

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Esistono però anche tante pizzerie al taglio, o pizza corner come li chiamano a NY. La pizza è diversa dalla nostra italiana, ma una pausa pranzo può anche essere diversa!

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Naturalmente si può sempre comprare un ottimo panino con pastrami (fette sottili di carne di manzo e maiale, specialità rumena pare, io la pensavo di origine ebraica), prendere

un hamburger o qualsiasi altra cosa “to-go”, cioè a portar via, e andare a gustarselo seduti su una panchina, o direttamente sul prato, a Central Park o a Bryant Park se il tempo permette.

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Insomma, la pausa pranzo non deve rubare tempo prezioso, ci sono tante cose da fare e vedere in questa città, ma una mezzora può ben essere dedicata a rifocillarsi.

 

Negli ultimi tempi tutti sono molto attratti dallo Street Food, ve lo consiglio, si trova di tutto e tutto buonissimo dai vari chioschi, furgoni, camper, camioncini, bancarelle e altri mezzi ambulanti presenti in ogni angolo, e street di New York. La difficoltà non sta nello scovarli, ce ne sono davvero ovunque e sempre di nuovi, ma cosa scegliere da mangiare: cibo messicano, italiano, cinese, giapponese, e naturalmente anche ‘fusion‘ di tutto ciò. E di nuovo “non morirete di fame”!

 

Il pomeriggio scorrerà veloce e inesorabile e, a seconda della stagione, sicuramente vi fermerete per un gelato, un dampling cinese o un aperitivo, quindi non arriverete affamati a cena, potrete tornare all’albergo a cambiarvi e uscire per una cena verso le 9.

 

Se scegliete un buon ristorante, magari estratto dalla guida Zagat (la migliore in USA), meglio prenotare prima, se vi affidate all’istinto o alla sorte, allora buona fortuna.

Ma della cena parlerò nel prossimo articolo… e vi darò anche un po’ di link utili per andare a colpo sicuro a riempire i vostri affamati stomaci.

…to be continued

Eat and Love… and Travel!

Frenki🙂

Foto da Pinterest e Google Immagini

Nell’articolo finale, parte 3, saranno aggiunti anche i link di alcuni posticini dove vi consiglierò di andare a mangiare.

Un morso alla Grande Mela – parte 1

Un morso alla Grande Mela – parte 1

ps (pre-scriptum) : quelli nell’immagine sono Popover, leggerissime focacce a base di latte e uova, ideali per il brunch.

Ci ho impiegato un po’ di tempo, scusate, ma finalmente ho portato a termine il mio articolo sul cibo da provare, assolutamente da provare, a New York City. E’ un articolo ‘articolato’, ma valeva la pena ripercorrere con i cinque sensi le moltissime tappe che si possono fare a NY tra furgoncini di ‘street food’ e ristoranti, tra pub, bar e pizzerie, per assaggiare specialità di ogni singolo angolo del mondo racchiuso in una grande isola, Manhattan appunto, ma non solo.

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Una premessa è doverosa. Si dice che a New York si trovino i migliori ristoranti giapponesi, italiani, francesi, indiani e americani naturalmente. New York è una metropoli cosmopolita, in continua evoluzione e cambiamento, è pertanto normale che tutto si possa trovare qui, ogni tipo di cibo intendo, ma non mi sbilancio sul “migliore”. Sulla qualità di cibo e sul modo di prepararlo ogni nazione è e rimane sempre il posto migliore dove assaporare cibo, vino e territorio, quindi in Italia ci sarà il miglior ristorante italiano e in Francia il miglior francese. In America? Si, il miglior cibo americano, però anche in questo caso meglio ricercare la cucina tipica del territorio, da sud a nord cambia molto e quindi a New York si gusta un ottima cucina tipica della East-coast e, come si sa, delle ottime bistecche!

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Ma iniziamo dai!

A meno che voi non siate dei critici culinari inviati dalla guida Michelin o dal Gambero Rosso (ed in tal caso dubito leggiate il mio umile blog), sarete turisti che visitano la città e che, giustamente, desiderano mangiare bene e veloce e, perché no, con poca spesa. Buone notizie per voi, New York è piena zeppa dei posti che fanno per voi.

Quattro pause mangerecce e goderecce scandiscono il tempo di un newyorchese tipico: abbondante colazione dolce/salata a casa, solitamente con bagel farciti di crema al formaggio e marmellata di mirtilli o anche salmone, caffè o the verde, frutta fresca e qualche biscotto; un pranzo fugace e leggero solitamente un hot-dog comprato dal baracchino sotto l’ufficio, una cena in un ristorante alla moda soli o con amici (ricordate che gli americani amano le trasmissioni televisive che parlano di cucina, hanno cucine modernissime e grandissime ma non cucinano, quasi mai), e un cocktail alcolico, o più d’uno, nel dopo cena. Nel corso della giornata bevono molti caffè neri, molta acqua e bibite vitaminiche.

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Hot Coffee e Macaroons – Un po’ di NY e un po’ di Paris

Ma noi siamo turisti! I nostri ritmi sono diversi. Noi ci alziamo con calma in un albergo o in un appartamento affittato per le vacanze. In nessuno dei due viene servita la colazione, pertanto usciamo, verso le 9.00 e ci facciamo un po’ di fila per bere un buon caffè o cappuccino, e fare una colazione tipica. Se stare in coda da Starbucks per un caffè nel bicchierone di carta e deprimerci subito perché non riusciamo a capire le mille domande che ci fa il ragazzo al banco su quale tipo di latte vogliamo, se caffè grande o piccolo, se… allora semplicemente optiamo per un Diner,

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Tipico Diner

che altro non è un ristorante tipico americano, di quelli che si vedono nei film (sempre!), con sedili in pelle color azzurrino, bancone con sgabelli, cameriere con grembiule con rouche bianche. Qui troviamo ogni tipo di colazione tipica americana, quella con pancake e sciroppo d’acero, uova strapazzate e bacon, salsicce arrostite e patate, french toast, spremute d’arancio, bicchieroni di coca cola (si anche al mattino) straboccanti di ghiaccio, e caffè a fiumi che viene riservito gratuitamente e continuamente ogni qual volta si vuota la vostra tazza.

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Bagel con crema di formaggio e salmone

Magari non tutte le mattine avete voglia di alzare a 400 i livelli del vostro colesterolo, e allora ci sono molti altri posticini dove si mangia un po’ più leggero. Sono caffetterie, qualcuna in stile francese, qualcuna più italiana, dove si trovano dei buoni caffè espressi (ricordatevi di ordinare un espresso se volete un caffè simile al nostro caffè del bar), e naturalmente ogni tipo di pane e marmellate, creme spalmabili, croissant e brioche, fette di torte, pudding, yogurt con granola (mix di frutta secca e cereali tipo muesli), frutta fresca e secca, gelati, budini, succhi di frutta, latte. In questi locali, come in tutti del resto a NY, si può andare per una pausa a qualsiasi ora del giorno e ci sarà sempre qualcosa che vi andrà di mangiare.

A me è capitato di mangiare un’ottima zuppa di cipolle con crostini spalmati di salsa di verdure cotte alle 4 del pomeriggio in uno di questi locali, semplicemente perché avevo saltato la pausa pranzo e avevo i morsi della fame a quell’ora. Forse ora non capirete, ma dopo un paio di giorni a New York tutto questo vi sembrerà più che normale.

Alle 10 del mattino sarete così sazi che vi sembrerà di non poter più ingerire cibo per settimane, ma dopo un paio d’ore di camminata sul Ponte di Brooklyn, o di fila per accedere all’Empire State Building, sentirete di nuovo la sensazione della fame, e se non la sentirete ci penserà qualche pasticceria lungo la strada, o qualche cioccolateria, o un furgoncino con street food che emana profumi succulenti a farvi ripensare che le vostre papille gustative devono essere soddisfatte. Che sia un cup-cake di velvet-cake farcito con crema al burro e burro di noccioline, oppure un donut, un lox o un cono di carta riempito con fragole fresche immerse nel cioccolato fondente, un hot-dog con senape e ketchup o un cartoccio delle più buone ‘french fries‘ (patatine fritte), potrebbe anche trattarsi di un toast vegano farcito con burger tailandesi che vi farà ritrattare le vostre remore sulla moda del momento, o anche un cannolo siciliano esposto in una pasticceria di Little Italy, o un Dim Sum (bocconcini serviti in cestini di bambù)

Ecco tutto questo capita, statene certi, e tutto questo va mangiato, perché quando mai vi ‘ricapita’? Siete a NY gente, non morirete di fame e non dovete nemmeno per forza rispettare gli orari della cucina della mamma, mangiate quando volete e gustate col palato non solo con gli occhi.

…to be continued

Eat and Love… and Travel!

Frenki 🙂

Foto da Pinterest e Google Immagini

Nell’articolo finale, parte 3, saranno aggiunti anche i link di alcuni posticini dove vi consiglierò di andare a mangiare.

Non di solo Hot-Dog vive un Newyorkese

Non di solo Hot-Dog vive un Newyorkese

E’ ora di un nuovo articolo su New York… qualche giorno fa ho aperto una pagina su Facebook dedicata a NYC e a questo mio blog, e naturalmente mi è tornata la voglia di ripartire per la Big Apple.

Mentre scrivo e penso all’argomento da trattare in questo articolo il mio televisore è acceso e sto sbirciando un programma di cucina, anzi di pasticceria. Ecco! Deciso! Scriverò di Street Food a New York, ma anche di Bagels, di Cupcake e di tutto quello di cui ci si può nutrire tra una visita ad un museo e una passeggiata sulla High Line.

Ora mi ritiro a scrivere 😉 ci si legge presto.

Intanto titillate la vostre papille gustative con questa foto… e indovinate cosa sono!

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Indovinato?

Mentre aspettate l’articolo, collegatevi a Facebook e date un “mi piace” alla mia pagina La Frenki. Ciaoooooo 🙂

by La Frenki

Io viaggio – iTravel

Io viaggio – iTravel

Buongiorno amici!

Oggi non mi sono propriamente alzata con il piede giusto, come si dice, ma poi guardare fuori dalla finestra e vedere il Monte Baldo con una spruzzata di neve stagliarsi nel rosa di un’alba invernale mi ha aiutato a riprendere i sensi. Ieri nebbia fitta come a Novembre in Valpadana, oggi sole e aria frizzante, il mondo è bello perché è variabile!

Ma non è il tempo metereologico l’argomento di cui voglio parlare.

Oggi vorrei introdurre una pratica molto efficace e molto interessante che regolarmente applico quando le cose cominciano ad andare per il verso sbagliato. A questa pratica ho dato un nome “Io Viaggio, iTravel”. Non proprio originale, ma efficace, molto efficace. E per viaggiare intendo ogni tipo di viaggio, anche pindarico, anche metaforico, con la fantasia, con la mente, e naturalmente anche con un aereo, un treno, un’auto.

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E includo anche il programmare un viaggio. Trovo sia stimolante e rilassante dedicare un paio d’ore del proprio tempo a cercare una meta, informarsi sui trasporti, trovare il miglior prezzo per un volo, leggere blog di viaggi e viaggiatori che hanno già visitato quel paese, studiare un itinerario, programmare visite ai musei, alle cattedrali, prenotare i ticket per entrate ai monumenti e incantarsi davanti alle foto che altri viaggiatori hanno pubblicato.

Ad esempio io da un po’ di tempo sogno di andare in Giappone e, sulla carta, ho già un bel programma di viaggio nella terra del Sol Levante. Non so ancora quando andrò, ma programmare per me significa già fare un passo verso quella destinazione.

Ogni viaggio che inizia nella nostra mente è già una partenza. Sarebbe bello poter alzarsi in un mattino come questo, prenotare per davvero un viaggio e preparare le valigie entro la giornata. Ma per molti di noi non è possibile, impegni di lavoro e familiari ci trattengono. Giusto sia così! Però non limitiamoci a pensare che ‘tanto non partirò mai’, pensiamo invece ‘quando riuscirò a partire, andrò a….’ e da quel momento in poi liberiamo la mente, spieghiamo le ali come il Gabbiano Jonathan, la fantasia va sbrigliata!

La nostra routine sarò meno noiosa se il nostro pensiero vagherà liberamente camminando su sabbie finissime, immergendoci in mari cristallini, visitando capitali e perdendoci tra stradine acciottolate che ci raccontano di millenarie origini.

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Dai, almeno nel prossimo quarto d’ora scriviamo una lista di posti che vogliamo visitare, quelli che sogniamo da una vita di vedere, includiamo il deserto della Namibia ma anche la chiesa del Patrono della nostra città. Tutto è viaggio!

E poi, se partire davvero, e volete un paio di consigli pratici, non esitate a contattarmi! E ad invitarmi 😉

Peace and Love… and Travel!

Frenki 🙂

ps: indovinate dove ho scattato la foto qui sotto! Trovato l’indizio?

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Shopping & Shops a New York City

Shopping & Shops a New York City
Una cosa che non puoi NON fare a New York City è lo shopping,
di ogni genere, di ogni prezzo e di ogni gusto. Ma non è semplice districarsi tra i milioni di negozi di Manhattan e Brooklyn (che sono i due principali borough che frequenterete nei vostri viaggi).

Shopping in New York doodles

1895519Ma io ho fatto una lista (ehmbè? Io sono la regina delle liste) suddivisa per templi sacri dello shopping tra i più conosciuti, e negozietti meno famosi ma magari più originali ed economici, e ho suddiviso anche per genere di prodotto. Ho aggiunto mercati all’aperto e outlet fuori città per concludere. Non ho messo i link perché comunque troverete tutti questi negozi cliccando il loro nome in internet (wifi gratuito quasi ovunque a Manhattan) con relativo indirizzo e orari di apertura.

23 October 2012 - New York - A large-head plastic figurine caricature of President Barack Obama sits on display in the window of a Chinatown shop selling New York City "chachki" merchandise on October 23, 2012. No merchandise bearing the likeness of Republican Presidential candidate Mitt Romney was on display or for sale.  Photo Credit: Anthony Behar/Sipa USA (Sipa via AP Images)

Quindi che dire? Cominciamo, preparate la carta di credito e magari chiedete ad un amico molto in forma di aiutarvi a portare pacchi e pacchetti!
Tip: a New York su ogni singolo capo di abbigliamento al dì sotto dei 110 dollari non si pagano le tasse.
new-york-city-4Dove? (vedete le mappe pubblicate nel mio articolo Mannahatta)
Un primo sguardo ai negozi della 5th Avenue, della Broadway tra la 14th e la 59th Street e del Rockfeller Center va dato.
E poi tutta la Upper East Side per lo shopping di alta moda, SOHO per i negozi di design e abbigliamento trendy, East Village e Nolita per negozietti vintage. Canal Street fino a Chinatown per acquisti low-cost.
Principali grandi magazzini a New York City
Una visita qui va fatta, sono dei veri templi dello shopping, troverete grandi marchi e soprattutto abbigliamento, accessori, profumeria, casa.
  • Macy’s         DSC05702
  • Bloomingdales284067_orig
  • Saks Fifht Avenue
  • Barneys New YorkBarneys_30bus
  • Bergdorf Goodman
  • Time Warner Center (a Columbus Circle)
Una citazione a parte meritano
Niketown: piani di abbigliamento sportivo della famosa marca
Uniqlo: enorme negozio sulla 5th Avenue di abbigliamento uomo donna a prezzi davvero convenienti e qualità eccellente.
Century 21: tutto, ma proprio tutto, anche quello che neanche immaginate di voler acquistare, a prezzo scontato. Provare per credere! Il mio ultimo acquisto qui? Una borsa DKNY al 70% di sconto!!

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Marchi famosi americani e non di abbigliamento e accessori con flagstores in città
Ralph Lauren e Polo Ralph Lauren
Ann Taylor
Forever 21
Abercrombie & Fitch e Hollister (parenti stretti)
Banana Republic
Michael Kors
American Apparel
Old Navy
Urban Outfitters
Hugo Boss
Steve Madden
DKNY (Donna Karan New York)
Calvin Klein
J. Crew
Marc Jacobs
Anthropologie
Gap
Tommy Hilfigher
Guess
Timberland
Fred Perry
Levis
Calvin Klein
Bebe
Patagonia e The North Face (dedicate all’abbigliamento da montagna)

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Più dedicati a borse e pelletteria: Kate Spade e Coach kate-spade-new-york-city-design-agenda
Altri marchi non americani:
Lanvin, Oscar de la Renta, Christian Louboutin, Jimmi Choo, Aldo Shoes, UGG.
Naturalmente un passaggio da Tiffany’s per la “colazione” non può mancare.

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Per l’intimo femminile più colorato Victoria ‘s Secret è la risposta, ma se volete il vero chic andate da Agent Provocateur in Mercer Street.
Per gli accessori per la casa e la cucina
Williams & Sonoma
Crate & Barrelimagefrageg

NEW YORK - MARCH 24:  A woman looks at mixers at a Williams-Sonoma store on March 24, 2009 in New York, New York. The home-goods retailers� fourth-quarter net income dropped 90% due to declining sales as consumers continue to shun non-essential and luxury items.  (Photo by Spencer Platt/Getty Images)

Per abbigliamento bimbi e mamme
A Pea in the Pod (per mamme in attesa)
Babies R us
Ma un po’ tutte le linee di abbigliamento per adulti hanno la loro linea bimbi (Gap, Nike, ecc.)

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Per i libri
Barnes & Noble
The Strand Bookstore (18 miles of books, anche usati!)

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Per il cibo, biologico e non, ma soprattutto “organic”
Whole Foods:  indexgfrsf
Trader’s Joe e Zabar (negozio ebraico pieno zeppo di cose buone da mangiare)
Per gli accessori per il bagno: Bath & Body Works e Bed Bathroom and Beyond
Per le scatole di ogni genere e dimensione: The Container Store
Per l’elettronica (ricorda che i prezzi non includono le tasse di New York (8.875%) che verranno aggiunte al momento del pagamento)
Be’, naturalmente Apple Storenew-york_marzo-2009-573
e poi
B&H Photo, Best Buy, Hammacher Schlemmer, Game Stop.A shopper pushes a cart full of electronics at the Best Buy electronics store in Westbury, New York, November 29, 2013. Black Friday, the day following Thanksgiving Day holiday, has traditionally been the busiest shopping day in the United States.  REUTERS/Shannon Stapleton  (UNITED STATES - Tags: BUSINESS) ORG XMIT: SHN611
Per i giocattoli, un vero e proprio regno dei bambini, anche quelli più cresciuti è Fao Schwarz (ora ToysRus) vicino al Plaza Hotel ma anche Disney Store in Times Square.

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E per la cioccolata: M&M Store M&Ms_(8065581663)e Hershey’s in Times Square e anche“Chocolate by the Bald Man, Max Brenner”, cioccolata calda in tazza in tutte le sue varianti. cc8ae8d655fe481d2147a87fa9c50d21
Per lo sport e abbigliamento casual
Negozi che vendono Nike, Adidas, Vans, All Star ce ne sono tantissimi in città. Se cercate qualcosa di specifico per qualche sport ci sono i multi-marca esclusivamente sportivi come Sports Authority Sporting Good, City Sports Rockfeller Center, New York Running Company (mio preferito), Paragon Sports, REI.

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Soprattutto nella zona sud di Manhattan, tra Union Square e Canal Street, passando per Nolita, Soho, Greemwich e West Village ci sono poi molti negozi di abbigliamento e calzature prettamente casual e sportivo dove marchi come Levis, Calvin Klein, Guess, Vans, All Star costano davvero il 50%/60% in meno. Vale la pena farsi un giretto, tra i tanti segnalo:
Dave’s Army Navy Store, al n°581 della 6th Ave in direzione sud, poco prima dell’incrocio con la 16th Street.
Modell’s, 58th and Lexington 711, Lexington Avenue.
Negozi multi-marca con prezzi scontati in ogni periodo dell’anno
  • Loehmann’s nyc
  • Duffyes
  • Filene’s basement
  • Matt Bernson
Mercati all’aperto
Union Square Greenmarket per i prodotti freschi e locali il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato
Hell’s Kitchen per oggetti d’antiquariato, abbigliamento vintage il sato e la domenica.
Mercato delle pulci a Fort Green, Brooklyn per antiquariato e gioielli artistici.
Smorgasburg a Williamsburg, Brooklyn la domenica con cibi etnici da ogni angolo della terra
Grand Central Market e Columbia Green Market sono altri mercati di prodotti locali da visitare.

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Chelsea Market: questo è un mercato coperto tra i più belli in assoluto, si trova nella ex fabbrica degli Oreo, quindi in un palazzone ristrutturato in perfetto stile industrial, all’interno ci sono prodotti alimentari di ogni genere, molti prodotti italiani (tra cui il ristorante di Giovanni Rana) e un tempio dei formaggi francesi. Si entra, si percorre in tutta la sua lunghezza e si sbuca sull’altra Avenue proprio di fronte a Del Posto, il ristorante di Bastianich.
OUTLET fuori città
Outlet Collection Jersey Gardens offre alcuni dei migliori prezzi della regione di New York. Questo enorme centro commerciale si raggiunge prendendo un autobus dal Port Authority Bus Terminal.
Woodbury Common Premium Outlet è un outlet che contiene capi quasi esclusivamente da negozi di fascia alta ma con grandi sconti. Vale una giornata di visita, sempre autobus da Port Authority.
Westbury Plaza a Westbury, un outlet di Bloomingdale. Più piccolo ma con sconti sensibili sui grandi marchi.

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Per la cura della persona e per il make up
Premesso che a NYC ci sono centinaia di beauty center dove farsi un facial (pulizia viso) fantastico, un trattamento mani-piedi, un massaggio, o anche dedicarsi un intero giorno per la cura di sé, vorrei consigliare anche alcuni luoghi magici dove trovare prodotti cosmetici di altissima qualità:
Kiehl’s: la prima farmacia è nata proprio qui, ora è conosciuta in tutto il mondo, i loro prodotti sono davvero fantastici e di grande qualità.
Sephora: molti negozi in città, con marchi che non ci sono in Italia come Bumble & Bumble, NARS, Make Up For Ever (MUFE), Urban Decay, Kat von D. e Rosebud Salve, Bliss.
Le Pharmacy (che sono tutto e anche un po’ farmacie): CVS, Duane Reade e Walgreens, chiamati drugstores, sono aperti 24 ore su 24. Vendono prodotti di marche non reperibili in Italia come Covergirl, ma anche più note come L’Oréal, Revlon, Rimmel e Maybelline, Aveeno, St. Ives e Neutrogena,
La bellissima profumeria Le Labo nel quartiere NoLiTa, e poi Space NK, Bond No. 9 (profumi d’autore), Fresh famoso per i balsamo labbra ma anche per altri prodotti per il viso, NARS per i cosmetici, così come M.A.C., una delle marche più famose con diversi negozi a New York.
Ricky’s N.Y.C: un negozio fantastico che vende rossetti e tinture per capelli in tutti i colori, ma anche parrucche e maschere.

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Mercatini natalizi: ne cito uno su tutti a NY, quello di Bryant Park, visitatelo assolutamente se siete lì per le vacanze di Natale, è SPETTACOLARE!

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E poi, infine, se siete arrivati fin qui a leggere (vi ringrazio!), vi segnalo un negozio che vende abbigliamento per donna, trendy e sofisticati, eleganti ma anche pratici… ma soprattutto che ha un nome che non potete dimenticare…
FRANKIE 🙂

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Ultimissima cosa… non dimenticate la Return Policy che si applica a NYC: potete riportare ogni vostro acquisto e vi rimborsano l’intero importo, verificate solo entro quanti giorni.
Buon SHOPPING a NEW YORK CITY!
Frenki